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Libri |
La situazione alla fine del 200615/12/2006 Ho iniziato a produrre seriamente nel 2003. Seriamente vale a dire ogni giorno, con costanza, indipendentemente dal clima, dalla temperatura esterna e dal mio umore intesinale. Questo significa avere un metodo. Il metodo ha dato i suoi frutti. A parte una vagonata di racconti, ho attualmente 4 opere complete e finite. Ovviamente nessun editore si è mai sognato di pubblicarle. Ma se mai dovesse accadere, questa sezione del sito sarà aggiornata alacremente e prontamente.
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Racconti
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Sushi/ Storiella da Febbre numero tredici |
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Sushi/ Storiella da Febbre numero tredici L'affare con la Tunisia era saltato. Tutti i miei sogni degli ultimi mesi erano andati in troie. Loro, cioè quelli là, non volevano un traduttore. O meglio non volevano me, come traduttore, e avevano preferito assumere qualcun altro. Il che significava che non sapevano quanto valevo davvero, e per me significava niente Tunisia; e ne conseguiva che: uno, sarei rimasto bloccato a lavorare come una scimmia al supermercato per chissà quanto ancora [...]
[foto CC-by-nc-sa: NancyEsq] Pubblicato online presso:
Storiella da febbre numero uno |
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[...] Uno scoiattolo dalla coda paffuta andava su e giù lungo il tronco di un
albero. Gli passava vicino, ogni volta, indaffarato, quasi senza
notarlo. Del resto, lui era immobile. Ruotava gli occhi e guardava. [...] [CC foto NC-BY: pulpolux] http://www.flickr.com/photos/pulpolux/ Pubblicato online presso:
Sigarette /Storiella da febbre numero 18 |
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[foto CC-nc-by-sa: akbar1947 taking a break]
Pubblicato online presso:
Crescita /Storiella da Febbre numero ventidue |
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Beve come una spugna, visto che tanto c’è da bere gratis: festa studentesca dov’è capitato per caso. Ubriaco, dunque. Vagamente s’accorge che gli altri lo prendono per il culo, ma ormai non è più lui, dunque non gliene ne importa molto [...] [foto CC-by-nc-sh: travelfrog]
Una sega in un cesso /Storiella da Febbre numero ventinove |
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[...] La sua mano destra si stringe il ventre. Non ha vergogna, è da sola, si lascia andare. L’unico vincolo è non fiatare, non ansimare troppo, non farsi sentire. [...] [Foto CC-by-nc-sh: drewjcheney]
Storiella da Febbre numero ventuno |
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“Scendi, dai!”, disse lui, e le aprì la porta dalla macchina sforzandosi di sorridere. Lei lo guardò: era alto, i denti rifatti, lo sguardo crucciato. Parlava poco, in quel periodo; e parlava veloce. Sembrava teso verso qualcosa di misterioso, una meta o un sogno, qualcosa d'invisibile. Negli anni s’era un po’ stempiato. Aveva sorriso sempre di meno. C'era stata anche la rissa, tra l'altro, la rissa dove gli avevano cambiato i connotati. [...] [Foto: CC-by-nc-sh: W4B Photography [Old Skool]]
Dichiarazione programmatica delle Storielle da Febbre
Siamo le Storielle da Febbre (…) noi, progenie breve di chi solitamente si sfilaccia per pagine e pagine. (…) nemmeno noi sappiamo chi siamo e perché siamo al mondo; destino, il nostro, tra l’altro condiviso da ogni altro essere vivente.
La situazione alla fine del 200616/12/2006
Di racconti ne ho scritti troppi. Stili differenti. Quelli che si possono trovare su questo sito sono solo la punta dell'iceberg, e sono i più normali. Scritti in momenti diversi, in anni diversi; attualmente la mia produzione è leggermente differente da questa. Ma non rinnego nulla... anzi! Lascio che la vita scorra. Attualmente, ho qualche racconto pubblicato in giro per la rete e qualche pubblicazione cartacea; ho avuto la soddisfazione di vedere un mio racconto, Ultima Notte di Veglia, dare il titolo ad un'antologia di esordienti, pubblicata in copyleft e senza alcuna spesa da parte degli autori. Ha un ISBN e una copertina rigida. Ne vado abbastanza fiero.
Ectotropic Indio |
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Beve l'erba rituale con calma. Tamburi suonano sullo sfondo del suo cervello, lo spingono a cacciare con il loro ritmo martellante. Tamburi attorno a lui, ricalcano il timbro del cuore. [foto CC-by-nc: ninefingers; http://www.flickr.com/photos/ninefingers/]
ultima notte di veglia |
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... C’era chi aveva visto Santo acchiappare le rane nei fossi, quella primavera, per cucinarsele in padella senza nemmeno togliere le interiora. “Se tolgo le budella che cazzo rimane?”, diceva Santo. Se non trovava le rane, arrostiva le cavallette. Riempiva la gavetta e la metteva sul fuoco. Scrocchiavano come patatine mentre le mangiava. “Lo fanno in tantissimi paesi del mondo, dove c’è la fame. E io ho fame, per dio.” [foto CC-bt-nc-sh: nanon]
Pubblicato online presso:
un’applicazione insolita per gli esercizi di Bach |
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La donna entrò trafelata nella grande sala. Era accaldata, i capelli scomposti. Dimostrava una cinquantina d’anni, scarna, col naso a punta, le orecchie piccole e sottili. Non era mai entrata in quella sala senza essere perfettamente pettinata. Indossava... [foto CC-by-sh: cyphanuk;]
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