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Ucciderò mia madre |
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Scritto da Michela Franco Celani, Ucciderò mia madre è un libro che ho letto per caso; me lo sono trovato in mano senza averlo comprato. E' quanto di peggio abbia potuto leggere da lungo tempo. Diciamo che è scritto male. La scrittura è la scialba, senza forze, anonima. Ecco, anonima è il termine più calzante. Ci sono autori (anche autori che odio!) che per lo meno hanno una Voce. Non pretendevo tanto da Michela Franco Celani... mi bastava una scrittura che si distinguesse da un tema scolastico. Una scrittura con una sua forza originale ed un suo stile caratteristico... anche solo per distinguersi dai soliti best seller senza marroni. Tra la'ltro, questi best seller (prendiamo il famosissimo Codice Da Vinci) sono romanzi senz'anima, certo, ma per lo meno hanno una storia sotto. Eccoci ad un altro punto dolente. La storia? Dico, la storia? Almeno è entusiasmante? No, è piatta e banale. Michela Franco Celani vorrebbe giocare sulla psicologia dei personaggi, ma riesce solo a sparare una raffica continua di banalità. La trama è la seguente: una ragazza è in rotta con la madre da una vita. La madre è sempre buona, attenta, sensibile, colta; stravede per la figlia e vuole solo il suo bene. Non è invadente. E' gentile. Non rompe i coglioni. Non sbaglia mai, non è mai sgarbata, non ha un difetto, è irreale. Si evince che sia una ricca annoiata che non fa nulla tutto il giorno, campando sui soldi del marito ed affidandosi ad una serva per pulire la casa. Ma questo è forse l'unica nota negativa che il personaggio presenta (e non le viene mai rinfacciato). La figlia è incazzata con lei per UN SOLO MOTIVO. Uno. Tutto il rapporto madre/figlia, anziché essere un'intricata trama di affetti e cose dette/non dette, viene spianato, banalizzato e razionalizzato... e per questo il romanzo non funziona. Non convince, è finto. Non voglio rovinare la trama a quei masochisti che intenderanno leggere il libro, ma a parer mio il detto motivo non sta in piedi. Punto. Viene rivelato dopo poche pagine: la madre tentò di abortire quando scorpì la gravidanza. Ancora meno: la madre prese in considerazione l'idea di abortire, poichè era rimasta incinta senza averlo voluto. Ma nemmeno tentò l'aborto, prese solo in consideazione l'idea. Punto. Fine. Tutto qui. Io giuro che fino all'ultimo ho sperato in qualche altra rivelazione shockante, qualche altro evento o qualche altra riflessione che spiegassero perché la figlia fosse così incazzata con la madre da averle rovinato la vita ed il futuro. Pensavo al colpo di scena. Perché il semplice fatto che la madre avesse pensato di abortire non poteva giustificare tutto il resto. O per lo meno: avrebbe potuto giustificarlo se il romanzo fosse stato costruito più sapientemente. Cosa avrebbe dovuto fare la buona Michela? Intanto dare un ritmo a tutta l'opera. Pensare ad una storia interessante, o magari rendere interessante una storia banale animandola con personaggi riusciti. Hai toppato, Michela Franco Celani. A parer mio, s'intende. Hai toppato alla grande. E cosa mi fa incazzare? Che sia edito dalla Salani (editrice piena di soldi per via di Harry Potter, che potrebbe magari puntare su qualcosa di meno banale!).
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