Noi, le Storielle da Febbre, siamo una moltitudine; generate, non create, dal nostro autore.
Siamo la progenie breve di chi scrive pagine e pagine.
La nostra brevità è la nostra personalità. Solitamente non occupiamo più di un foglio e siamo amare, sporche. Tendiamo anche a non avere un nome, infatti siamo catalogate con un numero. Tante provette gonfie di lettere infette, ecco cosa siamo; e ognuna con la sua etichetta.
La nostra natura sperimentale ci porta spesso dove non avevamo previsto, e nemmeno noi sappiamo chi siamo e perché siamo al mondo; destino, il nostro, condiviso da ogni altro essere vivente. È l’osservatore ad attribuirci un significato: ogni senso trovato è giusto e perfetto, e ci fa un gran bene.