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il richiamo dell'ASIA! (NordViet Notes) /2

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Notizie da Hong Kong (Alive and well) /17

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Notizie da Hong Kong (Bloccato in Unione Sovietica) /16

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Vivere a Hong Kong (Choi Hung) /3

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La stessa poverta' nera.

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Notizie da Hong Kong (Meando en el mar Chino) /15

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Notizie da Hong Kong (Visite) /14

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Notizie da Hong Kong (Chili)/13

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Vivere a Hong Kong (il verde) /1

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Intensive sleep training

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Notizie da Hong Kong (Dilaniato!) /12

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Mendicanti e Jack London /2

24/10/2008

Mendicanti e Jack London

21/10/2008

Con gli occhi offuscati da lacrime di rabbia

17/10/2008

Sushi/ Storiella da Febbre numero tredici

12/10/2008

Notizie da Hong Kong (Sono sano cosi'?) /11

06/10/2008

Notizie da Hong Kong (Rotting) /10

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Notizie da Hong Kong (Capelli Lunghi!) /9

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Notizie da Hong Kong /8

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Notizie da Hong Kong (Come Cristo comanda) /7

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Notizie da Hong Kong (Punti Cardinali) /6

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Notizie da Hong Kong (Piove) /5

05/09/2008

Notizie da Hong Kong (Denti) /4

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Notizie da Hong Kong (Clubbing...?) /3

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Notizie da Hong Kong /2

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Notizie da Hong Kong

21/08/2008

Storiella da febbre numero uno

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Sigarette /Storiella da febbre numero 18

15/02/2008

Crescita /Storiella da Febbre numero ventidue

25/05/2007

Quando l'avanguardia passa per il portafoglio, l'arte passa per lo scarico del cesso

19/05/2007

Nuove Letture. In pubblico. Senza vergogna.

04/04/2007

Una sega in un cesso /Storiella da Febbre numero ventinove

27/03/2007

Storiella da Febbre numero ventuno

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Ucciderò mia madre (M. F. Celani)

07/02/2007

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Crescita /Storiella da Febbre numero ventidue

Beve come una spugna, visto che tanto c’è da bere gratis: festa studentesca dov’è capitato per caso. Ubriaco, dunque. Vagamente s’accorge che gli altri lo prendono per il culo, ma ormai non è più lui, dunque non gliene ne importa molto. Dovrebbe star zitto, e invece parla e argomenta discorsi sconclusionati; l’ironia è che sta tentando, proprio con quei discorsi, di convincere gli altri della sua sobrietà e di avere ancora la situazione sotto controllo.

Si ritrova a litigare gratuitamente con qualche amico, invocando patetico i demoni che lo affollano da dentro; le porte della percezione ce le ha spalancate, sì, ma porte che danno verso l'interno, verso le budella, e i piccoli torti quotidiani gli salgono dall'esofago come i miasmi d’uno stomaco sovraccarico; li ricorda tutti, i piccoli sgarri subiti, li sente venire su a braccetto coi rancori e le delusioni che lo rodono giorno per giorno. Così alla fine se ne va barcollando e mandando tutti quanti affanculo.

Troppo tardi capisce d’essersi perso. La città un labirinto. Non riesce a focalizzare la strada per andare... la strada per... per dove? Non lo sa. Non sa dove andare. Così cammina per non morire nell'aria fredda finché non crolla a terra, vinto da se stesso.

Quando si alza è sporco. La mattina gli è tutto intorno; per fortuna s’è addormentato in un punto riparato, dietro un bidone per la raccolta differenziata, e nessuno l’ha visto. Cammina senza aver ben chiaro il da farsi. Ha freddo. Sta male. Trova una fermata del numero 3 e s’accorge di voler tornare a casa. Aspetta seduto per terra e poi sale sul bus insieme ad una massa vociante di ragazzini. Andranno a scuola, loro.

Dopo qualche curva, pur sforzandosi di trattenersi, vomita. Bile per lo più, nulla di solido. Pensa: pace in terra agli uomini di buona volontà.

Un tizio chiama l'autista e dice: "Autista! C'è un signore che sta male!"

Lui, le mani premute sullo stomaco, la bocca storta, dice: "Cazzo vuoi, tu? Lasciami arrivare alla mia fermata”, e poi guarda il tizio. Il tizio desiste dal chiamare l’autista una seconda volta e lui se ne compiace. In quel preciso momento s’accorge di non essere più un ragazzo. Riflette. Ha sentito la parola signore, proprio così. Un signore che sta male. Non un ragazzo. Capisce di essere invecchiato. Si sente consistente, finalmente. Un signore, un uomo, dunque!

 

Dalla "Dichiarazione programmatica delle Storielle da Febbre":

<La nostra brevità è la nostra personalità. Solitamente non occupiamo più di un foglio [...]. Tendiamo anche a non avere un nome [...].
È l’osservatore ad attribuirci un significato: ogni senso trovato è giusto e perfetto, e ci fa un gran bene.>

 


Pubblicato in cartaceo presso:
Kronstadt numero 32, anno IV

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