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Notizie da Hong Kong (Clubbing...?) /331/08/2008
In seguito descrivo brevemente il mio venerdi' sera.
Essendo arrivato il 19 agosto (sera), a conti fatti ho dovuto aspettare dieci giorni prima di riuscire a sbronzarmi come si deve. Infatti venerdi' 29 agosto ho fatto la mia prima uscita notturna in Hong Kong. Non che non ci fossi stato gia' qualche volta, di sera o di notte, ma prima ero da solo. Meglio non rischiare in una citta' che non si conosce, per quanto sicura. In ogni caso e' poi una questione di socialita': non mi piace bere da solo.
Sono uscito dall'universita' alle 23:30 in compagnia di un dottorando greco che ho conosciuto e un matematico greco cipriota alto e grosso e con la faccia ingrugnita, che evocava in me l'immagine di un buttafuori con affiliazioni alla 'ndrangheta. Un aspetto davvero poco raccomandabile. In realta', come ci si puo' immaginare, una persona normale e ben disposta verso il mondo.
Come si sa la mia serata ideale consiste nel sedermi al tavolo di un'osteria lurida e bere sbattendo sul tavolo i bicchieri, parlando di quel che viene in mente; ecco, la serata e' stata impostata in modo abbastanza differente... ma teniamo conto che sono adattabile! Come disse Bruce Lee e confermo' Zinni, una grande virtu' e' essere come l'acqua(*): adattabile. Avevo in ogni caso voglia di uscire.
Abbiamo conosciuto gente. Facile: con chiunque parli, ti caga. Se sono greco? No, io sono italiano. Lui, vedi, ecco, lui e' greco. Da Pavia, vicino a Milano. No, da poco. 10 giorni. Intelligenza artificiale, praticamente... no, it's not about robots. Ma lascia perdere me, tu cosa ne pensi di Hong Kong? Voglio dire, la tua vita qui come la trovi?
C'e' da specificare che eravamo BEN DISTANTI dai quartieri poveri; eravamo in quartieri e locali alla moda o quasi. Nel circuito per abbastanza ricchi, intendo, anche se da noi non esiste esattamente un equivalente... forse per farsi un'idea si puo' pensare a certi club di Londra o a certi discopub delle localita' turistiche. Ma comunque nulla di estremamente esclusivo, intendiamoci. Nessuno si formalizzava per la mia tenuta (maglietta e calzoni corti macchiati) e non c'e' lo snobismo che avremmo in locali dello stesso tipo, da noi in Italia. Il cipriota era in sandali ed esponeva all'aria i piedi pelosi, ma nessuno gli ha mai detto un cazzo, anche in certi posti dove le donne erano tiratissime e solo in abito da sera. Ho anche speso poco (rispetto a qui). Siamo passati da un locale all'atro, da Central (ricco) a Wan Chai (piu' popolare). Sempre gente per strada, a qualunque ora. Tutti i posti imballatissimi, ti trovi praticamente costretto a parlare con la gente. Una hostess mi ha detto l'unica parola di italiano che sapeva: vaffanculo, ovviamente. A me e' venuta in mente la scena di Amarcord con la turista straniera che elenca le parole "micelancelo, faffanculo...", ma ero oltre il quarto whiskey e non parlavo tanto bene.
Vorrei vedere, prima o poi, un po' di vita davvero cinese (posto che esista, qui). In certi quartieri dove ho girato, ad esempio il periferico Wong Tai Sin, non si vede un occidentale. Se chiedi informazioni, anche ai negozianti, devi farti capire a gesti perche' parlano solo il cantonese. In inglese sanno dire solo "bai bai".
Invece nei posti in cui abbiamo bevuto c'erano un bordello di europei, americani e australiani. Pochi studenti: per la maggior parte credo fossero giovani lavoratori, gente che entra in ufficio in giacca e cravatta. Da sbronzo ho anche paciugato con del cibo in un piatto, pensando che fosse uno di quegli spuntini da aperitivo che chiunque puo' toccare. Poi ho visto la faccia con cui mi guardava il greco e ho capito che avevo fatto una minchiata. Anche il proprietario del piatto mi guardava, allora mi sono profuso in scuse ben motivando il mio agire; egli era un tranquillo e non s'e' incazzato per niente.
M'e' dispiaciuto non avere la macchina fotografica e/o la videocamera quando il gruppo che suonava dal vivo nel locale ha attaccato "Zombie", e la cantante era asiatica. Il bassista, inoltre, mi ricordava una versione estremo oriente di Lisi... veramente un peccato non avere foto.
Quando siamo usciti dall'ultimo locale, un buco con le luci spente e un casino di gente che fumava, sono stato sorpreso dalla piena luce del giorno. Sette di mattina e la citta' attorno. Barcollavo sia per la stanchezza che per l'alcol. Avevo appena finito di spiegare a un tizio cinese e alla sua morosa che la tequila va bevuta non per il suo sapore orribile, ma per la sensazione che da' sbatterla nelle budella di rigore.
Il mondo mi sembrava carino.
Io e il greco ci siamo resi conto di essere troppo a pezzi per fare colazione con la zuppa tailandese piccante, come avevamo programmato. 4 euro a testa di taxi per arrivare dalla parte opposta della citta', dove il campus e' situato.
Il resto del weekend? L'ho passato da nerd a stare online un casino di tempo e documentarmi sulla mia tesi di dottorato leggendo articoli di dubbio interesse per il genere umano, mangiucchiare riso e ali di polli fritte. Nulla di particolare. Nerd! :-)
(*) Da: http://en.wikiquote.org/wiki/Bruce_Lee Don't get set into one form, adapt it and build your own, and let it grow, be like water. Empty your mind, be formless, shapeless — like water. Now you put water in a cup, it becomes the cup; You put water into a bottle it becomes the bottle; You put it in a teapot it becomes the teapot. Water can flow or it can crash. Be water, my friend.
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