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Mendicanti e Jack London

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17/12/2006

OFELIA MUST DIE/1

Perché Ofelia deve morire? Cerchiamo di capirlo.

Ofelia è una figura ridicola. Può giusto farci compassione. Tutti a dire: 'oh, povera Ofelia, oh dolce fiore appassito anzitempo!'. Povera demente, direi io, hai fatto esattamente la fine che ti meritavi. Ofelia è una figura sacrificale per eccellenza.

Esperti letterati avranno dato la propria personale lettura del personaggio di Ofelia, molto più profonda e complessa della mia, che non intende essere un'analisi lunga ed approfondita, ma il semplice resoconto di alcuni pensieri che il suo personaggio mi ha ispirato d’impatto, come artista e come narratore. Ofelia è fragile, è debole ed indifesa. Non ha caratteristiche competitive, e rifiuta a priori le sfide, preferendo rifugiarsi nella propria stessa purezza (ottusa). E' inadatta a questo mondo.

Solitamente personaggi come quello di Ofelia accompagnano alla loro eccessiva debolezza e fragilità alcune caratteristiche positive: capacità introspettive, abilità artistiche, oppure una spiccata empatia. Ofelia ne è completamente priva (se si esclude la sua mania ossessivo/compulsiva d’intrecciare fiori, creazioni comunque non artisticamente rilevanti, prettamente decorative, impersonali e che non richiedono un’attitudine particolare o una qualunque competenza artigianale). Ofelia è insensibile. Non riesce a capire, non intuisce, e non riflette. Almeno avesse qualche illuminazione su Amleto! Almeno fosse riuscita a comprendere, con capacità innata tipicamente femminile, il tormento dell’anima del suo amato!
Pretenderla così smaliziata da discernere la complessa trama che sta dietro l'apparente follia di Amleto sarebbe troppo: sarebbe appannaggio di un personaggio troppo astuto (e quindi meno innocente), lontano dall'idea che Ofelia vorrebbe incarnare. Però Ofelia è veramente cieca, ottusa, quasi grottesca mentre si confronta con la realtà dei fatti, troppo complessa per il suo cervellino: non è neanche in grado di capire che la pazzia di Amleto è fasulla. Non ha comunicazione con l'interiorità di Amleto, su nessun livello. Non comprende nulla, si limita a subire, disabile e vittima sia sul piano emotivo, sia su quello intellettuale, sia su quello propriamente fisico. La sua unica, egocentrica arma è rifugiarsi essa stessa nella pazzia, fuggire dal mondo reale chiedendo disperatamente aiuto nella maniera più criptica ed anti-pratica possibile.

E' forse Ofelia qualcosa di più di un animale da compagnia? E' un personaggio importante per l'economia narrativa: a mia opinione serve a rappresentare una delle cose a cui Amleto deve rinunciare per perseguire i suoi piani: l'Amore. Ma l'Amore è solo quello, un'idea. Un Amore non incarnato in una persona, ma in una poveretta da compatire. Niente di più: Ofelia non è una persona con qualche abilità o qualche pregio. Ofelia nasce per essere sacrificata, tant'è che riesce persino ad uccidersi da sola, senza che nessun altro debba faticare per toglierla di mezzo. Si tratta forse di un suicidio plateale? Premeditato? No. E' una morte accidentale, per stupidità e follia demente.

E' inutile, più ci penso, più Ofelia deve morire.

 


Pubblicato in cartaceo presso:
la rivista Kronstadt

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