Ofelia è
una figura ridicola. Può giusto farci compassione. Tutti a dire: 'oh,
povera Ofelia, oh dolce fiore appassito anzitempo!'. Povera demente,
direi io, hai fatto esattamente la fine che ti meritavi. Ofelia è una
figura sacrificale per eccellenza.
Esperti letterati avranno
dato la propria personale lettura del personaggio di Ofelia, molto più
profonda e complessa della mia, che non intende essere un'analisi lunga
ed approfondita, ma il semplice resoconto di alcuni pensieri che il suo
personaggio mi ha ispirato d’impatto, come artista e come narratore.
Ofelia è fragile, è debole ed indifesa. Non ha caratteristiche
competitive, e rifiuta a priori le sfide, preferendo rifugiarsi nella
propria stessa purezza (ottusa). E' inadatta a questo mondo.
Solitamente
personaggi come quello di Ofelia accompagnano alla loro eccessiva
debolezza e fragilità alcune caratteristiche positive: capacità
introspettive, abilità artistiche, oppure una spiccata empatia. Ofelia
ne è completamente priva (se si esclude la sua mania
ossessivo/compulsiva d’intrecciare fiori, creazioni comunque non
artisticamente rilevanti, prettamente decorative, impersonali e che non
richiedono un’attitudine particolare o una qualunque competenza
artigianale). Ofelia è insensibile. Non riesce a capire, non intuisce,
e non riflette. Almeno avesse qualche illuminazione su Amleto! Almeno
fosse riuscita a comprendere, con capacità innata tipicamente
femminile, il tormento dell’anima del suo amato! Pretenderla così
smaliziata da discernere la complessa trama che sta dietro l'apparente
follia di Amleto sarebbe troppo: sarebbe appannaggio di un personaggio
troppo astuto (e quindi meno innocente), lontano dall'idea che Ofelia
vorrebbe incarnare. Però Ofelia è veramente cieca, ottusa, quasi
grottesca mentre si confronta con la realtà dei fatti, troppo complessa
per il suo cervellino: non è neanche in grado di capire che la pazzia
di Amleto è fasulla. Non ha comunicazione con l'interiorità di Amleto,
su nessun livello. Non comprende nulla, si limita a subire, disabile e
vittima sia sul piano emotivo, sia su quello intellettuale, sia su
quello propriamente fisico. La sua unica, egocentrica arma è rifugiarsi
essa stessa nella pazzia, fuggire dal mondo reale chiedendo
disperatamente aiuto nella maniera più criptica ed anti-pratica
possibile.
E' forse Ofelia qualcosa di più di un animale da
compagnia? E' un personaggio importante per l'economia narrativa: a mia
opinione serve a rappresentare una delle cose a cui Amleto deve
rinunciare per perseguire i suoi piani: l'Amore. Ma l'Amore è solo
quello, un'idea. Un Amore non incarnato in una persona, ma in una
poveretta da compatire. Niente di più: Ofelia non è una persona con
qualche abilità o qualche pregio. Ofelia nasce per essere sacrificata,
tant'è che riesce persino ad uccidersi da sola, senza che nessun altro
debba faticare per toglierla di mezzo. Si tratta forse di un suicidio
plateale? Premeditato? No. E' una morte accidentale, per stupidità e
follia demente.
E' inutile, più ci penso, più Ofelia deve morire.
Pubblicato in cartaceo presso: la rivista Kronstadt