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Bloccato in Unione Sovietica

 

 Il programma era dei migliori: il mio amico M. sarebbe dovuto arrivare qui a Hong Kong alle 10:10 di questa mattina. L'avrei fatto rifugiare in universita', Avremmo mangiato un piatto abbondante di riso e pezzi di suino accompaganto da una bevanda, il tutto per meno di due euro. Gli avrei consigliato quel beverone noto come Hong Kong Milk Tea (te' nero, latte condensato e palate di zucchero).

 Poi avremmo girato un po, e beccato una massa di amici vari per ora aperitivo; domani e' inoltre previsto un Grande Pranzo di Natale per tutti gli italiani che passeranno qui le feste... ma il destino ci ha teso uno scherzo villano.

 

 Ieri sera ero in chat con la ragazza di M.; ella mi disse che M. avrebbe volato con  Aeroflot, un tempo compagnia di bandiera dell'Unione Sovietica. E io, a quella notizia, avevo avvertito un brivido lungo la schiena.

 Ok, l'Aeroflot e' poco costosa.

 Ok, l'Aeroflot ha il logo piu' fico della Terra (falce e martello con le ali; molto retro', essenziale, potente).

 Mentre rabbrividivo in chat, pensavo al mio amico A.: due anni fa' con Aeroflot, causa overbooking, rimase bloccato per 2 giorni dentro l'aeroporto di Mosca senza alcun tipo di sussidio/rimborso. Del resto un'altro che conosco, O., mi disse che proprio con Aeroflot e proprio causa overbooking, si trovo' a viaggiare in business class pur avendo un biglietto da economy.

 

 

 Insomma, alla fine: stamattina mi alzo presto. L'aeroporto e' infatti esattamente dall'altra parte della citta', ci vuole un'ora e mezza abbondante ad arrivare (per fortuna i trasporti di Hong Kong sono efficientissimi e veloci! Altrimenti...). Mi violento sotto la doccia per svegliarmi bene. Viaggio ascoltando i Mandolin Brothers, e chi conosce M. sa perche' ho scelto quel gruppo.

 Arrivo in aeroporto perfettamente in orario e guardo il tabellone dei voli.

 Il volo di M. e' sengalato come: "exp ar 01:30".

 Da buon frescone vogherese, penso: avra' un ritardo di un'ora e mezza.

 Poi confronto il volo di M. con gli altri nel tabellone, e capisco che exp ar significa expected arrival.

  Ancora da buon frescone vogherese, penso: ah, poco male, atterra all'una e trenta. Mi giro l'aeroporto, pranzo... aspettare per me non e' mai stato un problema. Penso sempre tanto quando aspetto. E pensare e' cosa buona e giusta.

 

 Poi, l'orrore. Mi cade l'occhio su un altro volo del tabellone: exp arr 13:35.

 Mi si gela il sangue nelle vene.

 Se l'una e trentacinque e' segnata come 13:15, vuol dire che l'aereo di M. atterrera' all'una e mezza di questa notte! Oltre 10 ore di ritardo!

 Per sicurezza vado al banco informazioni. Quando chiedo del volo Aeroflot delle 10:10, la faccia che mi fa la tizia dietro il banco e' eloquente. E' merda. E' tutto vero. Il volo arrivera' stanotte. E ci sara' la metro chiusa, il che significa che dovremo prendere un cazzo di autobus notturno fino a Tsim Sha Tsui (ho gia' controllato) e da li' un taxi... E in che condizioni saremo per pranzo di natale in programma domani?

 

 M., povero disgraziato, stara' congelandosi le chiappe a Mosca. Non avendo un visto per la russia, sara' impossibilitato a lasciare l'aeroporto; anzi, peggio: non potra' lasciare la duty free area, non potendo varcare la frontiera. E io stanotte (sbronzo...?) mi muovero' per andarlo a ricevere in aeroporto, portando con me viveri di conforto.

 Che casino!

 

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