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Notizie da Hong Kong (Alive and well) /1707/01/2009
Alive and well
In questo momento Glen Benton mi sta gridando nelle orecchie. Non lo apprezzo come essere umano, ma a livello di audio mi piace; mi crogiuolo nelle sue grida disumane col mio lettore mp3 cinese (very fake "chinese iPod") che ho comprato per due soldi al mercatino di Sham Shui Po.
Sono in universita', sto aspettando che inizi il seminario Advances in electronics and optics for neural prosthesis, a cui sinceramente non sono molto interessato... ma ci devo andare. Sfruttero' la quiete dell'aula per riflettere un po' o per usicre fuori dal corpo tramite meditazione. Il viaggio astrale durante i seminari e' un'abilita' che solo i dottorandi possono apprendere. Scommetto che qualche mio collega giapponese e' riusito a realizzare la trasmigrazione attraverso il satori durante qualche seminario particolarmente noioso... that's phd training, baby :-)
Sono tornato dal Vietnam. Sto bene. Sono di nuovo a Hong Kong. Non c'e' spazzatura per la strada. Esistono i semafori. Nessuno tenta di vendemi oppio per strada (a meno che non mi trovi davanti alle Chungking Mansion, ma questa e' un'altra storia). Ho preso degli appunti mentre ero in Vietnam, e ho avuto tempo e modo di pensare molto e di rilassarmi. Allo stesso tempo ho camminato tantissimo, ho bevuto altrettanto, ho goduto la vita, mi sono riempito gli occhi e il cervello di una realta' nuova e lontanissima dagli standard a cui le mie percezione erano abituate (quasi atrofizzate? Assopite?). Le ultime due settimane sono state molto intense, insomma, un alternarsi di luoghi, persone, eventi e soprattutto riflessioni. Ho dovuto ~giuro!~ prendere qualche appunto, e segnare su carta alcune considerazioni preziose, tanto era il timore di perderle.
Con calma trascrivero' qualcosa. Con calma.
Per ora basti sapere che credo di aver capito chi si ammala di Mal d'Asia. I racconti sono utili, ma bisogna esserci in mezzo. Ho anche parlato a lungo con una persona (l'ennesima!) che e' impazzita, ha lasciato il lavoro e ha iniziato a lavoricchiare e viaggiare per mantenersi. Si tratta di un trentenne portoghese verboso e simpatico... un'altro soldato del Libero Battaglione dei Viaggiatori. Il Vietnam e le persone mi hanno coperto di stimoli. Sono sovraccarico, non riesco a concentrarmi su niente, ho bisogno di qualche giorno per tornare in sesto mentalmente. Se avessi scelto una vita normale e un lavoro normale, tutto questo non sarebbe accaduto. Pensarci mi da' una sensazione forte, tremenda, bellissima. Sento la Terra sotto i piedi, e la strada tutto intorno. Per citare Maccio Capatonda (e sdrammatizzare, che se no divento troppo retorico!), posso dire che
HO I PUGNI NELLE MANI!
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